E m'è rimasta nel pensier la luce ...
Rime, Francesco Petrarca
mercoledì 6 aprile 2011
venerdì 1 aprile 2011
Tag e lo strano rapporto tra web e hip hop
Tag è una delle parole più diffuse nel web, taggare è un modo per associare foto,persone e situazioni, informazioni ad altre informazioni.
Nella sua accezione informatica è il dispositivo etichetta per indicizzare i motori di ricerca, ma come suggerisce Carlo Infante (http://www.unita.it/tecnologia/tag-le-parole-chiave-dell-innovazione-1.279805) la tag è anche, e prima, la firma del writer che lascia la sua impronta nel territorio. Ha quindi una sua origine nel pop, nella cultura hip hop, ci fa pensare al graffitismo metropolitano, newyorkese e americano dei primi anni 80, con la sua scrittura in azione, il suo spargere colore muovendosi nella metropoli.
Le tag nel web sono in qualche modo le parole che emergono di più,... in questo senso si parla di tag cloud come di un affioramento del senso, nella grande conversazione partecipativa on line. Forse è un modo ancora poco cosciente per i più, ma già in atto, per organizzare il nostro rapporto con le informazioni.
Nella sua accezione informatica è il dispositivo etichetta per indicizzare i motori di ricerca, ma come suggerisce Carlo Infante (http://www.unita.it/tecnologia/tag-le-parole-chiave-dell-innovazione-1.279805) la tag è anche, e prima, la firma del writer che lascia la sua impronta nel territorio. Ha quindi una sua origine nel pop, nella cultura hip hop, ci fa pensare al graffitismo metropolitano, newyorkese e americano dei primi anni 80, con la sua scrittura in azione, il suo spargere colore muovendosi nella metropoli.
Le tag nel web sono in qualche modo le parole che emergono di più,... in questo senso si parla di tag cloud come di un affioramento del senso, nella grande conversazione partecipativa on line. Forse è un modo ancora poco cosciente per i più, ma già in atto, per organizzare il nostro rapporto con le informazioni.
venerdì 25 marzo 2011
3 mostre imperdibili
per chi è in zona:
> Milano, Palazzo Reale: IMPRESSIONISTI.
73 capolavori della collezione americana del Clark Art Institute, tra cui dipinti di Renoir, Monet, Degas, Manet e Pissarro. O li vedi ora a Milano o ti tocca andare nel New England, non hai alternative.
> Genova, Palazzo Ducale: MEDITERRANEO- Da Courbet a Monet a Matisse
80 capolavori sui colori della Provenza e del mare. Inebriante quando esci e hai il Mediterraneo a pochi passi.
> Roma, Scuderie del Quirinale: LORENZO LOTTO
La retrospettiva toglie il fiato per i colori brillanti, per i volti indagati nel profondo, per l’arte inquieta e inquietante, raramente contemplativa, in opposizione con la poetica figurativa rinascimentale.
giovedì 17 marzo 2011
Buon 150° Italia!
E' mattina, non vedo l'ora di andar dall'edicolaio, prendermi il Corriere con il libro L'Italia del Risorgimento e appuntarmi la coccarda tricolore al cappottino (che malgrado tutto fa ancora freddo) ed iniziare così il mio giorno di insolita vacanza, magari con un bel caffè.
ps questo post non è sponsorizzato da nessun giornale, è solo che mi par bello, almeno 1 volta ogni 150 anni festeggiarci.
lunedì 14 febbraio 2011
Il tappeto verde
Ho comprato un tappetto verde brillante, a pelo lungo quanto sono lunghi i fili d'erba... è il mio pezzo di prato in casa. Quando si vive in città, a fine inverno, può capitare di avere un bisogno disperato di verde... forse è un po' come "prender lucciole per lanterne" ma sta davvero bene sul parquet e se lo guardo mi rassereno. Cosa volete di più da un tappeto, da un prato: lucciole o lanterne?
martedì 8 febbraio 2011
Lo studio del colore
Il punto di partenza è lo studio del colore e dei suoi effetti sugli uomini.
Vasilij Kandinskij, Lo spirituale nell’arte.
lunedì 7 febbraio 2011
La modernità rischiosa
Confidate nel nuovo, nella modernità rischiosa, nella modernità “che fa della crisi un valore”. Pertanto smettete di sottolineare quanto di vecchio c’è nel nuovo, e riconoscete invece quanto c’è di autenticamente nuovo. La nostra cultura è gremita di valori “in sospeso”, virtuali, non sviluppati, da afferrare e far vivere.
Bruno Zevi
giovedì 3 febbraio 2011
In difesa dei corridoi
Chi l'ha detto che i corridoi sono inutili e vanno aboliti? I corridoi dividono gli spazi, ti aprono prospettive domestiche sorprendenti, ci puoi stoccare infinite librerie -che i libri crescono a dismisura e in continuazione-, ti permettono di ascoltare Mozart mentre dall'altra parte della casa qualcuno guarda per la decima volta il suo film preferito (e fracassone)... Aiutano l'esitenza, moltiplicano le possibilità, tengono le distanze e salvano i matrimoni. La mia casa è un lungo corridoio :-)
martedì 18 gennaio 2011
Useless is More (inutile è meglio)
Nella maggior parte dei casi il design produce oggetti di cui il mondo è saturo. Lo scopo è produrre inutilità
con finalità artistiche e comunicative.
Joe Velluto
venerdì 14 gennaio 2011
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