martedì 26 giugno 2012

Per un'architettura civile

Tutto sembra segnare la fine del tempo barocco dell'architettura, quello che doveva necessariamente fare spettacolo, quello di Gehry e di Zaha Hadid, quello di una rappresentazione altisonante...L'interesse si sposta dall'edificio come oggetto alla complessità dello spazio urbano con tutte le sue componenti...
Stefano Bucci, Corriere della sera, 24 giugno 2012

martedì 19 giugno 2012

Se il design è Giapponese

... non dedicarsi ai grandi gesti, ma ai piccoli momenti, nascosti nel quotidiano, trascurati e difficili da riconoscere, dai quali dipende la qualità della nostra vita e dar loro forme facili da comprendere intuitivamente.
Dal manifesto programmatico dello studio Nendo 
(via INTERNI Magazine)

giovedì 14 giugno 2012

Silenzio lunare

La luna ogni notte solleva tutti gli oceani del mondo

martedì 12 giugno 2012

I fantasmi delle cose

I musei sono chiamati a conservare le cose, ma gli allestimenti a farne parlare i fantasmi.
M.C.Ruggieri Tricoli

venerdì 8 giugno 2012

Ordinarietà

C'è una certa pienezza nell'essere una persona ordinaria...

martedì 29 maggio 2012

Il design della luce

Il tema dell'illuminazione è sempre stato visto dai nostri designer non come un semplice problema illuminotecnico, ma come un'occasione per realizzare segni immateriali, eventi emozionali vicini alla grande tradizione della pittura e della spiritualità italiana; interpretando la lampada come oggetto che produce luce ma anche ombre, penombre e tenebre. A differenza di altre culture, il nostro design ha conservato una visione dinamica, vitale e misteriosa dell'illuminazione, come sorpresa e gioco ambientale. A partire da Bruno Munari fino ai fratelli Castiglioni, il design italiano e le industrie del settore hanno occupato una leadership internazionale, che deriva proprio da questo approccio vitale, spesso ironico, alla luce. Raramente lussuosi, i prodotti del nostro light design sono presenza amiche, come folletti domestici, che illuminano la notte e scacciano i brutti sogni.
da: Andrea Branzi, Le 7 ossesioni del design italiano

venerdì 25 maggio 2012

Oltre Memphis rimangono i pensieri limpidi

Capita spesso di imbattersi, durante convegni e tavole rotonde, con architetti appartenuti al gruppo Memphis. Ora sono stati importanti, hanno segnato un'epoca, è indubbio ma ... ma basta! Guardiamo oltre, basta raccontare se stessi, quelle forme e quei colori, protagonisti troppo assoluti, se tolti da quel momento, necessario e vitale, di rottura. Non fraitendetemi, Sottsass rimane, sarà sempre, un grande maestro ma oltre che per Memphis, per il suo modo acuto e limpido di parlare di architettura anche quando scriveva di sassi, raggi di sole  o viaggi,  per i suoi pensieri che ti aprivano finestre improvvise sulla vita e sui suoi oggetti, case o prati che fossero. Avevi l'idea, ascoltandolo, che il mondo intorno gli corrispondesse in un contatto costruttivo, per nulla esasperato ma molto architettonico.

giovedì 24 maggio 2012

Relatori con autoritratto

... ma come si fa a iniziare e finire una relazione con un'immagine di sé? sia pure un sé giovane e quasi irriconoscibile? sia pure in una foto con pennellate d'artista?

venerdì 11 maggio 2012

Home sweet home

Penso che le case abbiano un'ostinata fissità muraria. Le case hanno più abitudini di chi le vive... Ci inducono ad acrobatici ritorni... avanti e indietro.
Alessandro Mendini,  Abitare 04 2012

martedì 8 maggio 2012

di quanto visto nella settimana milanese del design

Pensavo: di quanto visto nella settimana milanese del design ciò che resta sono forse quegli oggetti scevri di fronzoli che hanno lavorato sullo slittamento delle convenzioni, dei codici ...  Oggetti poetici che lasciano appena affiorare l'importanza del progetto e tu lì come in bilico a cercare di coglierla. Certi materiali, certi colori ... opaco o lucido?...  Legni che sembrano relitti raccolti sulla spiaggia e resine semi trasparenti, quasi gommose, come nebbia tra te e e il segreto delle cose.